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Poteva Bergamo, terra di Alpini, restare senza un monumento che ne fosse un ricordo imperituro? Per lunghi anni gli alpini bergamaschi coltivarono il proposito di erigere un monumento all’Alpino, e più volte al riguardo formularono voti in occasione di adunate e assemblee.
Nel 1957 finalmente si assunse un solenne formale impegno da parte dell’assemblea sezionale; ed il Consiglio direttivo, in ottemperanza a tale impegno, diede corso alle relative pratiche, dando vita a un Comitato, nominando una Commissione tecnico-
Lo spirito e la solidarietà alpina (circa diecimila erano gli associati a quel tempo) con l’ausilio del Comune di Bergamo, dalla Provincia, di alcune banche, altri Enti e privati ne permisero la realizzazione.
L’inaugurazione avvenne il 18/03/1962 in occasione della 35ª Adunata Nazionale. Il monumento venne sentito come un giusto tributo d’onore e di amore verso i compagni, che per la Patria avevano immolato la vita, dall’Africa alle due grandi guerre mondiali del ‘15-
Ma l’Alpino, come incastonato nella roccia che, con gran sforzo di muscoli e di volontà risale, guarda sempre in alto, verso la vetta da raggiungere, per la salvezza della sua e della nostra terra, della sua e della nostra gente. Il monumento è un grande ara anche per le innumerevoli schiere di nostri Fratelli rimasti senza tumulo e senza croce sulle montagne, lungo le interminabili piste del deserto e
della steppa, senza la pietà di un fiore, senza il pietoso sussurro di una preghiera. E oggi, pur perserverando nell’onorare coloro che con valore ci hanno preceduto, l’alpino continua con tenacia e coerenza il suo percorso in salita, nella difesa dei valori a lui più cari, la famiglia, la tradizione, i principi morali, raccogliendo il monito dall’intrepido alpino del monumento, tramite tra gli eroi del recente passato e i costruttori del miglior prossimo futuro. Provate a osservare da vicino il monumento col cuore…