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Storia

E’ arrivato il 1996 e ora sono settantacinque le candeline da spegnere. La commemorazione ha avuto inizio il 19 settembre con l’inaugurazione della mostra fotografica “Alpini al Polo”, curata dal generale Tullio Vidulich. La giornata di sabato si è aperta con la presentazione alla cittadinanza dell’Ospedale da campo dell’ANA, allestito in piazza della Libertà. Alla sera si è tenuto un concerto presso il “Centro Congressi Papa Giovanni”, eseguito dai cori ANA Milano, ANA Sovere e Penne Nere di Villa d’Almè Infine, domenica 22 settembre, si è svolta la sfilata conclusiva. Un lungo corteo di penne nere, più di cinquemila, ha percorso le vie di Bergamo, con in testa le autorità, il vessillo sezionale e 210 gagliardetti, accompagnati dalle fanfare di Scanzo e Costa Volpino. Nel corteo spiccavano i nuclei di protezione civile, le unità cinofile, i gruppi antincendio boschivi, l’equipe medica dell’ospedale da campo. A sfilare c’erano anche i muli. Messi in pensione dall’esercito, i vecchi alpini li avevano adottati perché con loro sono stati protagonisti di tante storie. Dopo aver guidato gli alpini bergamaschi per sei anni, Alessandro Decio lascia il passo ad altri. L’assemblea annuale del 1997 elegge quale nuovo presidente il rag. Giovanni Carobbio con 10.249 voti contro i 10.054 dell’altro candidato Claudio Zucchelli. La Sezione mantiene ancora il primato tra le Sezioni d’Italia con i suoi 21.434 soci alpini e 4.363 soci aggregati, suddivisi in 250 Gruppi. Il primo impegno che si presenta al nuovo Direttivo, dato che nel 2000 scadrà il contratto dei locali del Lazzaretto, è la nuova sede da ricavarsi nei fabbricati posti tra i quartieri di Boccaleone e Campagnola, donati dalla signora Anna Maria Astori. Nel complesso troveranno sistemazione tutti gli uffici della Sezione, i locali per la protezione civile ed un museo, oltre alla sede del Gruppo di Boccaleone. L’inizio dei lavori è ritardato da un contenzioso in atto con gli occupanti gli stabili. Durante l’anno molteplici sono le attività di salvaguardia ambientale e di solidarietà. Tra tante si ricordano gli interventi fatti a Seriate, Vigolo, Parzanica, Spinone, Credaro, Costa Volpino, Rogno, Capriate e Pradalunga a seguito di eventi alluvionali susseguitisi alla fine di giugno; la pulizia dei bastioni delle mura venete della città e di Colle Aperto; le “vacanze lavorative” dei nuclei antincendio di Tavernola, Castelli Calepio e Villa d’Almè sulla riviera ligure.

 
 
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