Presidenti - ANA BERGAMO - SITO UFFICIALE DELLA SEZIONE DI BERGAMO

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Sezione

Ci siamo ritrovati parecchio in difficoltà nel predisporre le pagine sui nostri Presidenti Sezionali in quanto, benchè tutti abbiano svolto con impegno e passione encomiabili il loro compito, per alcuni le notizie a disposizione sono veramente poche e per contro, per i Presidenti di più recente nomina abbiamo a disposizione talmente tante notizie che servirebbe lo spazio di interi capitoli. Infine, per problemi di spazio, sperando di aver fatto bene, abbiamo scelto di condensare le notizie.Se è vero che sono i capigruppo con il loro alpini la vera forza dell’Associazione ricordiamo che solo una guida benvoluta e capace può permettere l’esaltazione delle doti dei singoli e dei gruppi; è per questo che a tutti i nostri Presidenti va il nostro ringraziamento di cuore per quanto hanno fatto (e continueranno a fare) per l’Associazione.

LEONARDO CAPRIOLI (dal 1969 al 1984) Eletto Presidente nel 1969 ha guidato la nostra Sezione per più di 15 anni, con caparbietà, impegno, cuore e lungimiranza; la sua opera e il suo insegnamento non si possono dimenticare. Classe 1920, Leonardo Caprioli partì volontario nel gennaio ‘41, assegnato al 7° Alpini; dopo il corso allievi sergenti rifiutò (in qualità di studente in medicina) di passare in Sanità per continuare a fare l’Alpino. Dopo una parentesi di due mesi passati nel 6° Alpini e dopo aver superato il corso allievi ufficiali venne assegnato al btg. “Edolo” nel ’42, con il quale alla fine di luglio partì per la Russia. In novembre fu aggregato ad una compagnia reggimentale di cannoni controcarro. Nel ’43 in procinto di tornare in licenza dopo lo sfondamento dei Russi a Rossosch rinunciò alla licenza, e gli venne affidato il comando del plotone mitraglieri della 52ª, di cui condivise le sorti in tutti i combattimenti, compreso l’ultimo, quello di Nikolajewka. La sua esperienza di guerra rappresenterà il punto di incontro con i suoi Alpini. Ma ciò per cui verrà maggiormente ricordato Leonardo Caprioli è stato il suo nuovo modo di intendere la vita associativa, riassumibile nel motto: “Ricordiamo i morti aiutando i vivi”. Potè così esplodere in tutta la sua forza lo spirito di solidarietà presente in ogni Alpino e da allora in questo senso di strada se né è fatta tantissima passando dagli aiuti ai terremotati del Friuli fino alla nascita e crescita a livelli eccelsi della Protezione Civile. Leonardo Caprioli, di professione medico legale, nel 1984 ha assunto la carica di Presidente Nazionale dell’Associazione, proseguendo nel mettere a disposizione anche a livello nazionale le sue doti di trascinatore, abbandonando la carica nel 1998 solo per motivi di salute.


4 luglio 2013, clicca per vedere le fotografie per l'ultimo saluto a Leonardo Caprioli


ANTONIO SARTI (dal 2003 a marzo 2012). Nato a Scanzorosciate il 04.12.1939. Commendatore decreto 02/06/2008. Servizio militare: S. Ten. Alla 5a Compagnia Mortai-Merano 1962/1963. Richiamato e promosso di grado nel 1969 e 1971. Consigliere Nazionale dal 1983 al 1989 e dal 1994 al 2000. Presidente della Commissione Nazionale per la Protezione Civile dal 1984 al 2000. Dopo la partecipazione ai soccorsi per il terremoto in Friuli ed alla costruzione del Villaggio Bergamo a Lioni in Irpinia, ha guidato la nascita della prima realtà A.N.A. di Protezione Civile con la costituzione delle Squadre di primo intervento. Ha diretto, coordinato e partecipato a tutte le emergenze sul territorio nazionale ed all’estero. Coordinatore Generale della Protezione Civile dell’A.N.A. Vice Presidente del Comitato Nazionale del Volontariato presso il dipartimento della Protezione Civile e componente dell' Osservatorio Nazionale del Volontariato presso il Dipartimento Affari Sociali,  presenta le proprie dimissioni quando decide di candidarsi come Presidente Sezionale nelle elezioni del febbraio 2003.


GIOVANNI CAROBBIO (dal 1997 al 2003) Classe 1930. Nel 1953 ha frequentato la Scuola Allievi Ufficiali in Ascoli Piceno e la Scuola di Artiglieria in Bracciano; poi ha prestato servizio con il grado di sottotenente nel gruppo “Bergamo” del 5° Reggimento Artiglieria da Montagna. Dal 1955 è iscritto all’Associazione, ricoprendo numerosi incarichi (capogruppo di Ponte Nossa dal 1975 al 1995, Coordinatore di Zona della Media Valle Seriana, Responsabile della Casa per Disabili in Endine Gaiano per vent’anni e per altrettanti anni Consigliere Sezionale). Sotto la sua guida si è concretizzata la realizzazione della nuova Sede Alpini nei fabbricati siti tra Campagnola e Boccaleone, di cui si è inaugurato il primo lotto proprio in occasione dell’80° della nostra Sezione, settembre 2001. Un Presidente generoso, disponibile, vicino ai gruppi Alpini.

ALESSANDRO DECIO (dal 1991 al 1997) Dopo aver superato il 19° Corso Allievi Ufficiali ad Ascoli Piceno e a Cesano di Roma, ha svolto il servizio militare nella “Brigata Alpina Tridentina”, 6° Reggimento, Btg. Alpini Trento e poi nel “Battaglione Bassano” a San Candido concludendo il servizio con il grado di Sottotenente. Da subito (era il 1958) entrò nell’Associazione e l’allora Presidente Gori gli diede l’incarico di Alfiere. In seguito fu aiuto Tesoriere, Revisore dei conti per oltre trent’anni, Consigliere Sezionale, Vicepresidente e Consigliere Nazionale. In occasione del decennale della Casa di Endine anziché organizzare una Festa, lanciò l’idea della realizzazione del “Laboratorio” curandone nel contempo la costruzione. Durante il suo mandato vi furono l’ultimo giuramento della ”Brigata Alpina Orobica” a Bergamo e il giuramento delle reclute a Clusone con l’Adunata del 5° e del 2° di Montagna. Ancora curò la raccolta di fondi per l’asilo di Rossosch e la realizzazione della pulizia del Serio e del Brembo. Ottimo organizzatore restò alla guida della Sezione fino al 1997.

ENZO CREPALDI (dal 1985 al 1991) Laureatosi nel 1938 in medicina venne chiamato alle armi nel 1941 e aggregato come sottotenente medico del 5° Reggimento Alpini della “Tridentina” poi inviato sul fronte russo. Medico di batteria del gruppo Vicenza del 2° artiglieria da montagna il Dott. Crepaldi partecipò a tutte le fasi del fronte russo, fino alla tragica ritirata conclusasi con la battaglia di Nikolajewka. La sua vita associativa cominciò presto, nel dopoguerra, fece parte del Consiglio Sezionale, anche come Vicepresidente, per molti anni. Classe e “savoire faire” furono le sue peculiarità. L’Associazione sotto la sua guida raggiungeva ulteriori prestigiosi traguardi

GIOVANNI GORI (dal 1949 al 1969) Giovanni Gori fu un valoroso Presidente della nostra Sezione ed a lui va il merito di averla rilanciata dopo il periodo bellico, con tale passione e fervore di opere da portarla innanzi alle più numerose Sezioni d’Italia. Volontario nella prima guerra mondiale in un plotone di arditi del 5° Alpini, divenne Capitano e fu decorato di medaglia d’argento al valore militare. In pace si dedicò animo e corpo all’Associazione sacrificando innumerevoli preziose giornate che avrebbe potuto dedicare all’affetto della moglie e dei figli che pur adorava e trascurando pure gli interessi della sua vita professionale. Uomo di fede e di profondi sentimenti Alpini ambiva presenziare a tutte le riunioni dei nostri Gruppi ed alle nostre Assemblee, ove portava il calore umano della sua parola, del suo entusiasmo, rivolti a grandi ideali di Patria. Sotto la sua guida sono nate istituzioni ancor oggi vive come la Fondazione Sora, la Festa del Bocia, il Trofeo Sora e la realizzazione del Monumento all’Alpino. “Papà Gori” (così lo chiamavano) ci ha lasciati nel 1969.

FERMO LECCHI (dal 1937 al 1940,  Capitano, fu Presidente della Sezione denominata "Battaglione Orobico", di lui si hanno poche notizie, quasi certamente, partecipò alla Grande Guerra. Lecchi fu capogruppo di Oltre il Colle dal 1930 al 1932

LUIGI CALCATERRA (dal 1930 al 1936) Il Cav. Luigi Calcaterra venne eletto Presidente del “Comando Battaglione Orobico” (allora la Sezione si chiamava così) nel 1930, succedendo al Prof. Pietro Guaitani. Ufficiale col grado di Tenente era capogrupppo del gruppo di Almenno S.Salvatore. Durante il suo comando i gruppi passarono da 63 a 91. Dal Comando Federale ebbe poi in affido il Battaglione Alpino di giovani fascisti cui cercò di instillare la passione alpina. Le poche notizie a disposizione parlano del ritorno in Patria nel 1961 delle sue spoglie (che ora riposano nella Cappella Locatelli-Milesi in Villa D’Almè). Col grado di Capitano meritò due Medaglie d’Argento al valore militare.

PIETRO GUAITANI (dal 1925 al 1930 e dal 1946 al 1949) Valoroso Combattente del 5° Alpini, sull’Adamello, durante la guerra del 1915-1918, dopo il congedo si dedicò all’insegnamento presso l’Istituto Tecnico Industriale Pietro Paleocapa, del quale ben presto divenne attivo e stimato Preside. Entrò nell’Associazione Alpini fin dalla sua costituzione, facendo parte del Consiglio Direttivo e divenendo Presidente nel 1925. Nel 1929 venne chiamato dal Comandante del X° Alpini a far parte del Consiglio Centrale della nostra Associazione. Dopo la seconda guerra mondiale venne rieletto Presidente (1945) fino al 1949 quando lasciò per motivi di salute. Morì nel 1968. Di lui si sa che diede un appassionato e costante apporto alla vita della Sezione.


ALCIDE RODEGHER (dal 1922 al 1925) Del Maggiore Alcide Rodergher, che fu Presidente dal 1922 al 1925, non abbiamo notizie. Si sa solo che, durante la Grande Guerra, fu comandante della Compagnia Volontari del 5° Alpini che poteva contare su valorosi scarponi orobici del calibro di Carlo Locatelli.


UBALDO RIVA (dal 1921 al 1922) Essere il 1° Presidente di una delle più importanti Sezioni   dell’Associazione Alpini è un onore non da poco. Ma non si può certo dire che il Ten. Col. Ubaldo Riva non se lo meritasse. Partito volontario all’inizio della prima grande guerra partecipò ad importanti combattimenti con lo slancio che era proprio del suo spirito, fu più volte ferito e venne decorato di due medaglie d’argento al Valor Militare. Avvocato penalista molto stimato, oratore brillante, scrittore e poeta (da ricordare “Scarponate” e “Gli Alpini son fatti così”) fu molto attivo nell’Associazione, con un tatto e uno spirito meravigliosi, propri di un vecchio scarpone, da “vecio can”, come egli usava appellarsi, pieno di amor patrio e di bontà verso tutti, in particolare verso i più umili. Morì nel 1963


 
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