Protezione civile - ANA BERGAMO - SITO UFFICIALE DELLA SEZIONE DI BERGAMO

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Storia

Gli anni '80 sono quelli che segnano in modo particolare l'organizzazione della Protezione Civile Volontaria dell'associazione. Nell'ottobre 1985 un'assemblea straordinaria modifica lo Statuto, introducendo all'art. 2, comma e), la dizione: "concorrere quale Associazione volontaria, al conseguimento dei fini dello Stato e delle pubbliche amministrazioni in materia di protezione civile, in occasione di catastrofi e calamità naturali". E in quegli anni che prende forma l'ospedale da campo dell'ANA. Come scrisse nel 1986 lo "Scarpone": "è certamente stato il periodo durante il quale i nostri alpini hanno potuto per la prima volta uscire allo scoperto" con alcune esercitazioni, proprio quell'anno, tra cui quella nazionale del Monte Baldo, a cui Bergamo partecipò con 65 volontari, e quelle provinciali di "Alpini 1" a Cisano, con la partecipazione di oltre 300 volontari, e "Alpini 2" a Rovetta, effettuata in stretto contatto con il Gruppo medico-chirurgico dell'Ospedale da campo. Sono ben rappresentate anche la "Squadre antincedio boschive" che, dopo la formazione della prima squadra in seno al Gruppo di Villa d'Almè nel 1974, si erano costituite in vari Gruppi raggiungendo un effettivo di 150 uomini con equipaggiamento e attrezzature appropriate. In quegli anni presero forma anche un apposito ministero e la legge sulla protezione civile. Ma la generosità degli alpini, poco incline a schemi, è sempre stata grande e straripante. Ogni Gruppo, singolo o aggregato, continua a portare avanti iniziative di solidarietà come quelli che collaborarono a donare nel 1986 un Centro Emodialisi all'ospedale di Trescore Balneario; oppure come gli alpini di Dalmine che l'anno successivo s'impegnarono per il Centro Polifunzionale per Handicappati, realizzato con la collaborazione di vari Gruppi alpini e associazioni volontarie; oppure come gli interventi fatti per la Comunità Emmaus di Chiuduno e dell'Istituto Angelo Custode di Predore, dai Gruppi della Valle Calepio e Basso Sebino. Che dire poi delle ingenti somme raccolte per il Centro Tumori di Milano, antesignano e promotore il Gruppo di Calolziocorte? E delle continue quotidiane attenzioni dedicate al mantenimento della Casa di Endine?

 
 
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