La forza delle DONNE della Protezione Civile ANA

A scuola ti dicono che si andrà ad Alessandria: “c’è stata un’alluvione …andiamo ad aiutare gli abitanti di quella zona”.

E così mi ritrovo ad Alessandria con tanto di stivali di gomma e badile ad ascoltare un professore universitario che chiedeva un aiuto a me e ad alcuni miei compagni per togliere dalla sua cantina dei libri di medicina ricoperti dal fango: in due per sollevare un semplice libro.

Era il 1994… e quasi 30 anni dopo mi ritrovo ad avere l’occasione di entrate in Protezione Civile …ed ho scelto la Protezione Civile degli Alpini.

Volevo far parte di un gruppo di volontari mosso da spirito di altruismo, di collaborazione e con un alto senso del dovere e così è stato e continua ad essere.

All’interno della Protezione Civile non si smette mai di imparare: si possono seguire corsi e imparare delle specialità che potranno poi diventare molto utili in situazioni di emergenza e non solo.

Tutte le esperienze che ho fatto (ricerca persone scomparse, segreteria da campo, utilizzo GPS e radio, campo scuola, corso per utilizzo del defibrillatore (DAE), gestione vaccinazioni all’Ospedale Papa Giovanni XXIII durante il periodo COVID-19, le ho vissute con persone che non conoscevo, con persone che ne sapevano più di me, che mi hanno permesso di imparare e che mi hanno insegnato ad essere una persona necessaria per dare vita ad una squadra.

La Protezione Civile non è solo utilizzo di mezzi d’emergenza, non è solo cose, attrezzature o corsi, ma è un team di persone che collaborano tutte insieme, che a volte vivono a stretto contatto giorno dopo giorno a seconda delle uscite, delle emergenze, è un insieme di squadre che creano dei legami fra loro, legami di vera e propria amicizia.

Ritengo poi che donne e uomini abbiano caratteristiche diverse, ma tutte necessarie: non nego il fatto che mi piacerebbe vedere qualche donna in più ai “piani alti”, ma solo perché ritengo che le peculiarità di entrambi diano il meglio quando lavorano in sinergia.

Sono passati un po’ di anni da quel 1994 e così alcune cose sono cambiate adesso: la ragazza del Liceo di una volta, ora indossa una tuta un po’ diversa, indossa una divisa gialla e blu, stivali e badile all’occorrenza sono presenti come allora, utilizza GPS e cellulari a lei sconosciuti anni fa, ma il desiderio di poter essere di aiuto è esattamente lo stesso, anzi più forte, e di allora rimane il ricordo di quel professore, grato per non essere stato lasciato solo nella sua disgrazia.

Maya Angelou, una poetessa famosa per essersi impegnata a sostenere le lotte dei movimenti per i diritti civili dei neri, ha detto:

“Ho imparato che la gente si dimentica quello che hai detto, la gente si dimentica quello che hai fatto, ma la gente non potrà mai dimenticare come le hai fatte sentire.”

E così, a conti fatti, direi che sono molto felice di poter essere un aiuto, nel mio piccolo, alla mia squadra e a meno che la pazienza del mio Capogruppo e del mio Capo Nucleo si esaurisca con la sottoscritta ? direi che ho intenzione di restare ancora molto a lungo nella Protezione Civile ANA.

(Francesca Z.)