Quest’anno la posa della prima pietra della Casa Alpini di Endine

Quest’anno la posa della Prima Pietra della Casa Alpini di Endine

PENNE NERE. Progetto già condiviso, a febbraio sarà sottoscritto il protocollo d’intesa.
Un investimento da quattro milioni a cui tutti possono contribuire.

Laura Arnoldi

L’anno è appena iniziato, ma le penne nere della sezione di Bergamo dell’Associazione nazionale alpini hanno chiaro l’obiettivo per il 2026.

‘Entro la fine dell’anno – dice il presidente sezionale Giorgio Sonzogni – puntiamo alla posa della prima pietra della nuova struttura della Casa Alpini di Endine, nata 50 anni fa, e che oggi necessita di una rigenerazione.

Per noi alpini la Casa è il segno tangibile di quella vocazione alla solidarietà che caratterizza gli alpini. La struttura, destinata allora a bambini miodistrofici, nacque quando il nostro presidente Leonardo Caprioli lanciò il suo slogan “Onorare i morti aiutando i vivi”, che ha aperto la strada alle iniziative di solidarietà che da allora gli alpini sostengono e promuovono’.

La Casa ospita attualmente 14 persone con disabilità e il laboratorio come CDD offre accoglienza diurna ad altre 4/5 persone.

Questo edificio, vicino alla sede centrale, sarà abbattuto per costruire al suo posto, nella stessa area, un nuovo fabbricato unico per la Casa, che sarà dotata di altri servizi e in grado di ospitare 25 ospiti fissi.

La struttura avrà camere singole e doppie e ci sarà anche un’area per fare riabilitazione motoria e una per la vita comunitaria.

‘Per noi la Casa di Endine è un simbolo – sottolinea il vice-presidente vicario Gianpietro Vavassori -, rappresenta l’eredità di chi ci ha preceduto. Il progetto preliminare è già stato messo a punto e quello esecutivo condiviso con tutti gli enti e soggetti coinvolti nell’opera di rigenerazione. Abbiamo già steso un accordo di programma che a febbraio verrà sottoscritto come protocollo di intesa’.

Il progetto coinvolge molti soggetti: ‘La sezione Ana – specifica Vavassori – funge da anello di congiunzione tra i bisogni a cui la Casa ha risposto nel tempo e le istituzioni’ tra cui Provincia di Bergamo, i Comuni della Val Cavallina, Bim dell’Oglio, Comunità Montana dei Laghi, Ats, Asst Bergamo Est, Regione Lombardia.

‘Abbiamo già ottenuto – dice Sonzogni – l’impegno della Provincia che è proprietaria della struttura concessa in comodato d’uso gratuito alla Sezione Ana di Bergamo e in subcomodato all’Associazione La Nostra Famiglia che gestisce la Casa’.

Il progetto ha anche il sostegno della Diocesi: ‘In un incontro con il Vescovo Beschi è stato espresso interesse per l’opera e la Diocesi sarà tra i firmatari del protocollo’, spiega Sonzogni.

Non solo: ‘Da parte della Fondazione Angelo Custode, che ha grande esperienza rispetto al tema della fragilità e disabilità – aggiunge Vavassori–, avremo un sostegno dal punto di vista tecnico. Inoltre, il Vescovo suggerisce di coinvolgere le parrocchie e le Cet del Sebino, Val Cavallina e Val Calepio, attraverso la collaborazione con l’Ufficio per la pastorale delle persone con disabilità della diocesi, per la condivisione di questo progetto e la sensibilizzazione’.

Il progetto ha ottenuto anche il sostegno dell’associazione La Nostra Famiglia che ha garantito di dare il proprio contributo occupandosi degli arredi.

L’intervento avrà un costo di circa 4 milioni.

Per ora Via Tasso ha deciso di stanziare 500mila euro, i Comuni del Consorzio dei Servizi della Val Cavallinastanzieranno 220mila euro, utilizzando parte delle risorse assegnate ai Comuni dal Bim del’Oglio per la realizzazione di progetti che hanno un interesse sovracomunale. Il Bim dell’Oglio contribuirà con 15mila euro, così come il Comune di Endine Gaiano ha deciso per un proprio contributo economico.

‘Puntiamo poi – afferma Vavassori – a partecipare al bando della Fondazione della Comunità Bergamasca per ‘Interventi emblematici maggiori’ che coinvolge anche Regione Lombardia e che potrebbe garantire un contributo di 1-1,5 milioni’.

Intanto gli alpini bergamaschi si sono mobilitati e continueranno a farlo, come già fatto in questi ultimi 50 anni, per raccogliere fondi.

La Casa Alpini di Endine, gestita dall’associazione La Nostra Famiglia, nel corso degli anni è sempre stata sostenuta dagli alpini, che si sono occupati della manutenzione ordinaria e straordinaria.

‘Da gennaio a novembre dello scorso anno sono giunti in sezione per la Casa 170mila euro’, sostiene Vavassori.

‘La generosità alpina è sempre grande –conclude Sonzogni –. Noi ci saremo sempre con il solito entusiasmo e il desiderio di continuare a mantenere viva la memoria dei nostri padri attraverso la solidarietà’.

Per contribuire e sostenere il progetto:
Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Bergamo
BPER – Filiale di Bergamo Clementina
BIC: BPMOIT22 XXX
IBAN: IT 42 E 0538711111000042568245
Causale: Nuova Casa Alpini di Endine Gaiano

(L’ECO DI BERGAMO, MARTEDÌ 6 GENNAIO 2026)